Backyard World

Pratica del kanji. Toyohara Chikanobu, 1897.

Quando in Giappone c’è stato il grande terremoto seguito dal gigantesco tsunami, io ero da poco rientrato in Italia. Mia moglie era rimasta a Tokyo.

Nei giorni frenetici dopo l’11 marzo, le notizie sui principali quotidiani italiani erano confuse e spesso inesatte. Per tentare di orientarmi e non farmi prendere dal panico, ho iniziato a raccogliere e organizzare alcune informazioni sulla situazione del disastro di Fukushima.

Pensando che potevano servire anche a qualcun altro, il 17 marzo le ho pubblicate in una nota su Facebook, continuando ad aggiornarle quasi quotidianamente fino a metà aprile e in modo discontinuo fino al 3 maggio. Qualche giorno dopo l’ultimo aggiornamento, Facebook ha cancellato la mia nota senza nessun preavviso e ancora oggi non ha dato nessuna risposta alle mie richieste di chiarimenti.
Quella pagina era diventata il mio punto di riferimento per orientarmi nella mole di informazioni in circolazione. Era importante per me ricostituirla, questo sito è il frutto di questa necessità urgente.

Backyard World
Così in questi mesi ho tentato di capire la portata del disastro nucleare giapponese. Inevitabilmente la mia attenzione si è focalizzata anche sui problemi relativi al rapporto tra gli umani e il prodotto delle loro menti: le tecnologie, argomento che fa parte dei miei interessi di artista.
Il lavoro su Facebook era dettato dall’urgenza di sapere. Questo sito si propone di riorganizzare, in una nuova forma, le informazioni raccolte per urgenza. Spero che questa veste sia più adatta ad una riflessione sull’argomento.

L’altra funzione di Backyard World è di essere una estensione del dipinto The Mirror e delle altre opere d’arte collegate a questo progetto. Il sito in se naturalmente non è un’opera d’arte, ma è diventato un complemento autonomo di un progetto d’arte. Da questo punto di vista forse nel progetto Backyard World si perde il senso del confine tra arte e informazione, o viene meno la necessità di chiedersi dove si trova questo confine. L’obiettivo qui è di tentare di capire che succede, riconoscere il mondo, noi stessi, le nostre intenzioni e quelle della tecnologia.

Infine credo che gli eventi di Fukushima siano di grandissima importanza e meritino attenzione, non solo per le proporzioni della tragedia, ma anche perchè le grandi tragedie segnano le svolte storiche. Chernobyl ebbe un ruolo importante nell’avvio della politica della glasnost, che poi portò alla fine della guerra fredda. I fatti di Fukushima stanno già avendo un ruolo importante nella direzione delle scelte tecnologiche per la produzione di energia nel mondo, e il dibattito correlato servirà anche da impulso allo sviluppo della democrazia nel mondo.

Queste le ragioni del mio interesse per Fukushima, sono ragioni emotive di natura personale, di interesse per l’umanità e la natura, e di curiosità verso la tecnologia e la storia.


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About Fabrice de Nola

Fabrice de Nola is an Italian-Belgian artist. His research and practice focuses in the fields of information architecture and augmented reality integrated to painting, site-specific installations, and cultural heritage sites.
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